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Courtesy of Aprileonline.
Die Mauer. The wall. Le mur.
In un video del videomaker Lutz Gregor una visione dal passato di quello che, di lì a poco, sarebbe capitato alla città del Muro. A Milano, Perypezye Urbane contagia l’Informagiovani di via Dogana e il Cinema Gnomo, dove questo straordinario documento sarà visibile lunedì 9 e martedì 10, dalle 10.00 alle 18.00.

Nel 1985, due giovani registi e videomaker tedeschi, Lutz Gregor e Gerhard Schumm, girarono un film che si rivelò profetico. Un wishfu
l thinking, verrebbe da dire, una profezia che si autoadempie, una pia illusione. Dopo solo quattro anni dalla realizzazione di questo breve e divertente film, il Muro si sgretolò e immagini di folle che lo scavalcavano e lo prendevano a picconate invasero le televisioni di tutto il mondo. Il mondo trattenne il respiro. Voi dove eravate? Io mi trovavo a Milano, stavo entrando nella mia adolescenza, e vedevo queste cose con uno sguardo curioso, erano cose da adulti, la politica, la Guerra Fredda, che mai veramente avevo capito. Qualche anno dopo sono stato a Berlino, un anno di Erasmus in Germania, erano i tardi anni ’90, e la prima sera fui invitato a un party in una casa di Prenz’l Berg, quartiere ora molto trendy della ex Berlino Est: la festa era in un appartamento al piano terra, dove il passaggio da una stanza all’altra era consentito grazie a buchi nel muro, dovevi abbassare la testa e inevitabilmente i pantaloni ti si sporcavano di calce. Non c’era elettricità, ma candele ovunque. Una scena molto gotica. A qualche chilometro di distanza Potsdamer Platz era un cantiere aperto, con operai che lavoravano 24 ore su 24 e le gru a popolare quello che per anni divenne il vero skyline della città. Ora l’unità delle due Berlino è cosa fatta e finita, a Berlino non ci sono più berlinesi, e i quartieri più malandati hanno subito una gentrificazione selvaggia.
Come ricordo di una Berlino che fu, e che stava per non essere più, ci soccorre questo bel lavoro in video di Gregor e Schumm. Una presa in giro, a dir poco. Persone che vanno e che vengono, che attraversano il confine liberamente, sorridendo, con naturalezza. Bambini che giocano con la sbarra del confine, lo Schlagbaum, persone che passeggiano nell’area di confine. Questo era assolutamente impossibile. A un certo punto questo muro di cartongesso viene giù, le torrette smantellate, sotto lo sguardo “a pesce” della polizei. La tipica cornice tonda che lo sovrasta viene sfilata dal muro come se niente fosse. “Tutti a casa!” sembano voler dire gli operai che, con la massima nonchalance, caricano il muro sui loro furgoncini e prendono a martellate i tetti della torretta di controllo.
Ma è tutto uno scherzo, ripeto, perchè il Muro, dietro ai compensati che vengono giù, si vede ancora, e la “palla” della Fernsehturm, enorme simbolo fallico del potere socialista, svetta ancora dietro ai tre metri e sessanta del Muro. Un documentario utopico, sul potere della visione e del suo destino. Un documentario girato da uno di quei videomaker che, anni dopo, riconosciamo come un grande regista sperimentale della Germania unita, Lutz Gregor. Gregor, infatti, comincia dal 1983 a interessarsi al mondo del documentario sperimentale e pian piano si specializza in quell’area dell

a videoarte che si interessa della connessione tra film e danza. I suoi film includono Kontakt Triptychon, del 1992, vincitore del Grand Prix Vidéo Dance di Parigi, Königskinder, del 2001, un magnifico lungometraggio di videodanza, vincitore del Festival International du Film Indépendant di Bruxelles, i Frankfurt Dance Cuts, del 2005, girati con 4 danzatori della compagnia di danza di William Forsythe. Ha collaborato con personaggi del mondo della danza del calibro di Rui Horta, Frederik Flamand, Mark Tompkins, Juan Kruz Diaz de Garaio Esnaola (danzatore feticcio di Sasha Waltz). Attualmente è un docente associato del programma D.A.N.C.E., la cui direzione artistica è affidata a Flamand, Mc Gregor, Preljocaj e Forsythe. Ma ovviamente Gregor non riesce a stare lontano dalla telecamera e continua a girare i suoi bellissimi film.
Oltre a questa interessante iniziativa di Perypezye Urbane, Milano dedica a Berlino una mostra a cielo aperto, nelle vie del centro, dal titolo “Plaza: oltre il limite 1989-2009”. Inoltre lunedì 9 Novembre alle 12, nel cortile interno del Palazzo Reale, una performance di arte contemporanea a cui prenderà parte, udite udite, anche il ministro della gioventù Giorgia Meloni: l’artista Dario Milana realizzerà un muro alto più di cinque metri che verrà fatto cadere alla presenza di tanti ospiti. Allo spazio Oberdan, dal 5 al 10 novembre, proiezione speciale di pellicole tedesche, tra cui il primo episodio di Heimat 3, kolossal con la firma di Edgar Reitz. Ancora all’Oberdan, nel foyer, martedì 10 inaugurerà una mostra fotografica di Lorenzo Capellini, “Al di là del muro”.
Naturalmente tutto questo per chi rimane a Milano. Per chi invece intende festeggiare da berlinese doc, basta dare un’occhiata a www.mauerfall09.de, un sito che raccoglie le oltre 80 iniziative organizzate dalla città più vivace d’Europa per ricordare se stessa e il giorno in cui la Germania divenne il “paese più felice del mondo”.
Una chicca: su www.twitter.com/fallofthewall si possono condividere i propri pensieri sulla caduta del muro e indicare quali sono i muri che ancora devono cadere.
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Quando: Domani, giovedì 19 Febbraio, ore 18.00
Quando: venerdì 20 febbraio, ore 18.00
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Lo storico cinema vicino alla Cattolica di Milano, occupato ormai più che altro dalle lezioni universitarie, riprende vita, grazie a un intervento di ristrutturazione promosso dal Comune di Milano - Settore Tempo Libero.
Parole chiave del nuovo cinema sono: nuova scena internazionale, produzioni indipendenti, cinema di confine, video-arte.
E in questo progetto, ebbene sì, ci sono anche le Perypezye Urbane, che dal 28 al 30 Aprile, in occasione della Festa Mondiale della Danza, proporranno "Espressioni", una tre-giorni di videodanza.
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E mentre ieri sera, appollaiati nelle retrovie della Fondazione Pomodoro, consumavamo l'annuale rito dei Premi Ubu per il Teatro, nel mondo virtuale del nostro blog veniva decretata la locandina vincitrice destinata a rappresentare Solo in Azione VIDEO 2009.
And the winner is...
Premio Ubu come miglior attrice - Mascia Musy, in Anna Karenina di Lev Tolstoj (regia Eimuntas Nekrosius)
Premio Ubu come miglior attore - Alessandro Bergonzoni, in NEL, di Alessandro Bergonzoni
Premio Ubu come miglior regia - Massimiliano Civica, per Il mercante di Venezia, di William Shakespeare
Premio Ubu come miglior spettacolo straniero andato in scena in Italia - Fragments, di Samuel Beckett (regia di Peter Brook)
Premio Ubu come Spettacolo dell'anno - La trilogia della villeggiatura, di Carlo Goldoni, produzione del Piccolo Teatro di Milano, regia di Tony Servillo
Premio Ubu come miglior locandina per Solo in Azione Video - La numero 1, di Giuseppe Esposito (45% dei voti). Che riproduciamo fedelmente qui sotto.
Grazie a tutti i votanti!
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Ieri sera, moderati da Antonio Calbi e dalla rivista Hystrio, alcuni piccoli spazi performativi di Milano e di Roma si sono ritrovati allo Spazio Tadini per parlare di teatro e politiche culturali. I milanesi: Teatro i, Contraddizione, Pim - autoreferenziali, noiosi, isolati, in crisi. I romani: RialtoSantambrogio, Furio Camillo, Consorzio Ubusettete - ruspanti, underground, frizzanti, in crisi pure loro ma con tante idee per risollevarsi insieme. Nel pubblico tanti altri piccoli spazi, ovviamente milanesi, ad ascoltare successi e insuccessi, buone e cattive pratiche di colleghi e amministratori comunali. Bilancio di Calbi, al termine dell'incontro: Milano-Roma 1-1. Ci permettiamo di correggerlo: Roma-Milano 3-0.
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Spazio informale, low-tech, proteiforme, intimo, underground, lo Studio28 vuole dare allo spettatore la possibilità di concentrarsi sulla ricerca artistica del singolo performer. Questo è anche il focus di Solo in Azione, rassegna che vuole chiedersi (e chiedere) a che punto si trova la ricerca sulla danza contemporanea tra i giovani performer in Italia e in Europa. Dove sono i confini di ciò che è possibile esprimere, rappresentare, tratteggiare attraverso il corpo e gli strumenti di cui il corpo è dotato: il movimento e l'azione?
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Tag: Danza, Milano, performance, Solo in Azione, studio28
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Caro Studio28,
EUREKA!
Ti dicevo che riscontravo una frattura tra la lunghezza d'onda delle altre didascalie in rapporto a quella dell'immagine della figura luminosa in nero, perchè lo scritto relativo a quest'ultima mi appariva un po' dissonante per la sua connotazione prevalentemente filosofica. E invece, ecco! Come la chiava di volta di una volta ogivale rappresenta una frattura di direzione fra l'andamento delle linee singole... ma proprio per questo... ne costituisce l'armonico compimento. Qui la luce che c'è genera il corpo che non c'è.
Silvana Romana Renata
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