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mercoledì 18 febbraio 2009

Bentoglio giove - Ceresoli e Felician venere

Quando: Domani, giovedì 19 Febbraio, ore 18.00
Chi: Alberto Bentoglio (insegna Discipline dello spettacolo presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Milano. Ha pubblicato volumi e saggi su differenti aspetti e momenti della storia e dell’organizzazione del teatro e dello spettacolo italiano, lungo un arco cronologico che va dal Settecento ai giorni nostri)
Come: comodamente seduti - ingresso libero!
Cosa: Conferenza su “Milano, uno spazio per il teatro”(l’incontro si svolge nell’ambito della mostra “Solo in Azione Video”, e si concentrerà su come gli spazi teatrali e performativi istituzionali e non, riescano a (soprav)vivere in una città come Milano. E’ un incontro rivolto a tutti gli appassionati di teatro, di musica e di danza.)
Perchè: per ascoltare, riflettere e parlare di cosa succede agli spazi teatrali di Milano.


Quando: venerdì 20 febbraio, ore 18.00
Chi: Jacqueline Ceresoli + Luca Felician (Brillante e poliedrica figura all’interno del panorama artistico contemporaneo, curatrice, storica, critica e docente universitaria, Jacqueline Ceresoli è anche autrice di dirompenti testi sulla natura interdisciplinare delle arti visive contemporanee, tra cui “Ibridazioni, nuovi territori della scienza e della tecnica, dell'arte, della mente”, “Transdesign” e “La nuova scena urbana. Cittastrattismo e urban art”. Collabora con Flash Art e Arte.)
Come: comodamente seduti - ingresso libero!
Cosa: Citymediascape, città metalinguaggio delle arti visive contemporanee. L’incontro si concentrerà sulla peculiare ricerca della Ceresoli e di Felician sul tema del paesaggio urbano e della sua presenza all’interno delle poetiche di molti artisti e performer contemporanei. L’incontro è rivolto a tutti gli amanti dell’arte e della performance, a chi non si accontenta della solita “critica”, ai giovani artisti e agli artisti meno giovani.
Perchè: per vivere un'experience, diversa da tutte le altre.

venerdì 13 febbraio 2009

Ma perchè siete sempre così tanti?

Intanto, il 12 febbraio, allo Studio28...

















mercoledì 14 gennaio 2009

Partnership un po' troppo appariscenti


Con una grafica non troppo accattivante e con una sorta di roma-centrismo, è nato Muvideo.biz, il primo youtube italiano delle arti performative. Mai come ora si sentiva la necessità di una vetrina online nostrana, dedicata a chi si occupa di arte e spettacolo.
Muvideo è suddiviso in categorie: teatro|video|arti performative|danza|videoarte. Anche se, quando inserisci un video, e ti viene richiesto di inserirlo in uno dei gruppi summenzionati, compaiono anche le due categorie "accessorie" di BESTIARIo Festival, e OFFicINA. Come se a uno, inserendo un video su youtube, gli venissero proposte le categorie di: divertimento, sport, spettacolo, MICROSOFT, musica, politica, BILL GATES. Insomma, gli sponsor di questa nuova esperienza web 2.0 sono abbastanza chiari (e invadenti).
Ci aspettiamo in un futuro prossimo un affrancamento da queste due ombre, quantomeno a livello di immagine.

Il nostro amico Imagesdedanse, attento osservatore di tutto ciò che accade nel mondo delle arti performative, non manca di osservare da un lato l'utilità di questo servizio ("i nostri amici italiani sono così poco presenti nei teatri, che Muvideo merita forti incoraggiamenti!"), dall'altro l'emergere della danza contemporanea italiana la fa vedere a tutti per quello che è, "vecchiotta e insipida". Insomma, Muvideo non è di certo lo specchio di biancaneve, ma è pur sempre utile per chi a fatica cerca una propria visibilità. Dal confronto e dal contatto si crea una selezione naturale, no?

Punti a favore: una volta inseriti i tuoi video, e dopo l'approvazione, Muvideo manda una mail a tutti i suoi iscritti informandoli che hai appena inserito un video. Quale youtube lo farebbe?
Secondo punto a favore (potenziale): MUtv, una nascente piattaforma video, che utilizza mogulus, dalle buone speranze ma non ancora a pieno regime. Per ora solo tanto xilofono.

Cultura convergente? Si, grazie.

domenica 30 novembre 2008

Xabier Iriondo @ Studio28

Giovedì 4 Dicembre ore 19.00
presso Lo STUDIO28
ingresso: 4 € (+ 2 € tessera associativa)
Direzione Artistica: Andrea Reali

in via Moretto da Brescia 28, Milano (zona Lambrate-Piola-Politecnico)


Concerto di musica Elettronica con:

XABIER IRIONDO (ex chitarrista Afterhours)


Secondo incontro di sperimentazione musicale presso lo Studio28. Uno spazio abituato ad ospitare performance legate al mondo della danza e dell’arte contemporanea, che ora si apre anche al versante della sperimentazione sonora.
Un incontro da non perdere: oltretutto il pubblico avrà la possibilità di fare un aperitivo nel locale adiacente (UNION CLUB), che terrà orario aperitivo prolungato fino alle 21e30 appositamente per il pubblico dello Studio28.

In bilico tra performance con gli oggetti e concerto, il live in solo di Xabier Iriondo mescola ricerca timbrica, sperimentazione sonora , melodia e destrutturazione. Un caleidoscopico metalinguaggio di suoni e sfumature che sfiorano a tratti il silenzio a tratti il rumore, in cui il gesto creativo ha origine nella costruzione sapiente dello strumento e si protrae nella manipolazione calda delle sue possibilità. Una sorta di “tavolo da lavoro” su cui il musicista crea i suoi esperimenti facendoci condividere il fascino di gesti che, come rituali, liberano il suono e gli oggetti, anche i più quotidiani, di infiniti richiami e sfumature, suggestioni sonore e visive.

Xabier Iriondo, musicista e compositore, ha realizzato 5 albums e centinaia di concerti con la pop/rock band Afterhours, 3 albums con Six Minute War Madnessm e 3 albums con il progetto A Short Apnea.
Dal 2001 sta esplorando le possibilità offerte da alcuni strumenti autocostruiti e dal loro incontro con musica elettronica, field recordings e strumenti elettroacustici.
Nel 2005 apre a Milano SOUND METAK, un negozio/laboratorio dove vende strumenti musicali particolari ed organizza performances musicali.
Attualmente coinvolto nei progetti Uncode Duello, Polvere, Tasaday, Choral Funis Dualitas, ha suonato dal vivo in Europa e Giappone e collaborato con svariati artisti tra cui: Damo Suzuki (CAN), Paolo Tofani (AREA), ZU, Sinistri, Gianni Gebbia, Steve Piccolo, Carla Bozulich, Eraldo Bernocchi, Bruno Dorella, Elio Martuscello, etc.



Per qualsiasi info, contattare:
Andrea Reali
andynet@libero.it
3472446400

mercoledì 30 luglio 2008

Solo in Azione 2008

Qualche immagine dall'ultima edizione del Festival Solo in Azione 2008

lunedì 14 luglio 2008

da Luna Paese

Quelli che seguono sono frammenti di una lettera inviataci da Luna Paese due giorni fa.

Dopo la performance a Soloinazione è nata in me l’esigenza di scrivere qualche riga sull’esperienza passata.
Innanzitutto sono rimasta molto positivamente colpita dalla possibilità di scambio di questo spazio. Raggruppare in un’unica serata percorsi di ricerca molto differenti tra loro, e la possibilità per i performer di poter vedere il lavoro dell’altro, spostava per me a livello individuale la prospettiva di ognuno. La rara possibilità di poter condividere uno spazio così libero e abitabile per me è molto feconda a livello individuale; parlo per me, mi interessa moltissimo poter vedere e conoscere, anche se in minima parte, l’interessante percorso di altre persone. È un’esperienza che non solo banalmente mi arricchisce, ma mi spinge ad assumere altre prospettive rispetto al mio lavoro, a pormi delle domande nuove, a mettermi in discussione.
La scelta di ospitare progetti in fase di lavoro, mischiare performer con un bagaglio di esperienze e un lungo percorso alle spalle e performer emergenti come me, è una scelta molto coraggiosa, priva di pregiudizi ed etichettamenti, e secondo me è da lì, da quello spazio rischioso e anche fecondo, che può emergere una qualità artistica enormemente ricca . Da Elvira, che ha proposto un estratto di un lavoro in corso, a Claudia, che ha messo in campo una disponibilità inusuale rispetto al suo percorso abituale, ad Alessandra, che mi ha emozionato come già in altre circostanze; in più la disponibilità, l’umiltà nello scambio: il panorama era confortante, in tempi non facili per nessuno.

In questo senso l’allestimento, così poco teatrale-strutturato, mi permetteva perfettamente di osservare questo interrogativo da vicino. Lo spostamento di orientamento del pubblico praticamente ogni quarto d’ora, era già una possibile performance. La qualità sorprendente era la fluidità con cui questi cambi avvenivano.
La statica che mi costringe a stare seduta, spesso per più di un’ora, mi pone in una situazione di passività; subisco in un certo senso quello che accade dall’altra parte. In questo caso la situazione era molto vicina al campo di scambio. Credo che lo spostamento di orientamento abbia contribuito a muovere il pubblico, letteralmente, pur non facendo di questo, fortunatamente(!), un oggetto di riflessione.
Leggevo in un’intervista recente a Paolo Rosa di Studio Azzurro (parla delle esperienze interattive, ma il concetto espresso è facilmente traslabile): “Lo dimostrano proprio le esperienze interattive in cui lo spettatore è coinvolto ad intervenire in modo reale sull’evoluzione di un percorso, di un’opera, demolendo il tabù della sacralità della stessa e del suo autore in favore di un processo di condivisione e di partecipazione. L’uguaglianza non è sinonimo di appiattimento mediatico, come in buona parte avviene ora, ma è la possibilità, anzi la responsabilità, di poter collaborare, di poter donare, ciascuno secondo le sue possibilità e le sue differenze. È difficile essere ottimisti in un’epoca come questa, tuttavia l’ottimismo non è solo un sentimento, ma una necessità costruttiva.”


A presto!
Luna

venerdì 13 giugno 2008

Progetto Dan.Co - Preview#1


Partecipativo.
(dalla prefazione di Wu Ming al libro Cultura Convergente di Henry Jenkins)


Fino a vent'anni fa la grande maggioranza del pubblico era soltanto audience e l'unico messaggio che poteva emettere si riduceva a una scelta binaria: ascolto/non ascolto, consumo/non consumo. Oggi abbiamo a disposizione diversi canali per far conoscere le nostre idee a una platea molto ampia. Certo non basta aprire un blog o una pagina su myspace: si tratta di una competenza che va appresa e affinata. Senza dubbio è un'abilità che fa la differenza in molti ambiti lavorativi, e la farà sempre di più. Purtroppo, invece di interrogarsi su come formare individui che sappiano maneggiare certi strumenti, si preferisce evocare spettri. Ultimo esempio: la "nuova" ondata di teppismo giovanile - subito definito cyberbullismo - sarebbe partita da Internet, perché la possibilità di filmare le proprie bravate, caricarle su You Tube e "diventare famosi", funzionerebbe da incentivo. Stessa cosa per la pedopornografia e altre mostruosità: tra le righe di inchieste in stile freak show, che accostano fatti e leggende, esperti e ciarlatani, si insinua sempre il dubbio che aprire un sito e attivare una rete di contatti sia troppo facile. Come dire che i circoli neonazisti esistono perché purtroppo, in Italia, incontrarsi e costituire un'associazione è un gioco da ragazzi. Così la diffusione libera e trasversale di contenuti diventa di per sé un fenomeno da contenere, ridurre, gestire. Salvo poi lamentarsi, alla prima occasione, del consumismo passivo di certi adolescenti.